impatto covid
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Come adattarsi alla chiusura dei negozi causata dal Covid-19? I due approcci di MediaWorld e Pinalli

 

"Siamo consapevoli di quanto sia difficile modificare le nostre abitudini. Ma purtroppo non c'è tempo. I numeri ci dicono di una crescita importante dei contagi, dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi. (…) Le nostre abitudini vanno cambiate ora. Dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell'Italia, e lo dobbiamo fare subito. Adotteremo misure più forti per contenere il più possibile l'avanzata del coronavirus e per tutelare la salute di tutti i cittadini". Giuseppe Conte, ex-premier, si rivolse così alla nazione il 9 marzo 2020. 

Questo discorso ha rappresentato l’inizio di percorso che ha ridefinito il concetto di quotidianità, in un anno caratterizzato da forti privazioni e cambiamenti. Tutto quello fino ad allora era stato considerato “normale”, come recarsi in un negozio o in un centro commerciale, si è trasformato in un pericolo per la salute individuale e collettiva. All’improvviso le persone hanno dovuto adattarsi a nuovi confini e assumere abitudini differenti per sopravvivere. Secondo Nextplora, il 56% degli italiani intervistati dichiara di aver modificato i propri comportamenti quotidiani nell’ultimo anno. L’innovazione e il progresso hanno reso accessibili beni e servizi altrimenti irreperibili. La tecnologia ne ha rivoluzionato la loro fruizione trasformando la fisicità degli stessi in esperienze puramente virtuali.  

Secondo le elaborazioni di Inmediato Mediaplus, tra marzo 2019 e marzo 2020 l’e-commerce ha registrato una crescita senza pari con un aumento delle entrate del 53%. Allo stesso modo, Nielsen conferma un trend positivo con il + 162% di vendite online su prodotti di largo consumo. Interessante, infine, anche l’indagine del Consorzio Netcomm che sottolinea come il 77% delle aziende dotate di servizio di vendita online nei diversi settori ha acquisito nuovi clienti.  

A questo punto è lecito domandarsi come un business possa adattarsi in tempi rapidi ad un cambio di paradigmi così repentino. Siccome non esiste una risposta univoca, è interessante mettere a confronto approcci diversi. 

MediaWorld, per esempio, ha compensato la chiusura dei suoi oltre cento punti vendita tramite l’incremento di vendite online. In questo articolo Gaetano Vancheri, Digital Customer Acquisition Manager del gruppo, spiega come diversi fattori abbiano contribuito al raggiungimento dei nuovi obiettivi. La mentalità agile e l’approccio flessibile hanno permesso di adattarsi ai rapidi cambiamenti dettati dalla pandemia. L’interpretazione dei trend di ricerca online insieme all’automazione delle campagne di ricerca tramite lo smart bidding sono state, invece, determinanti per intercettare e assecondare le esigenze dei consumatori. L’ approccio a 360° e la combinazione di tecnologia, insight e mentalità agile hanno, dunque, permesso a MediaWorld di investire sui prodotti più redditizi e di allocare il budget in maniera più efficiente determinando una revenue online del +222% rispetto al 2019. 

 

Pinalli, realtà italiana attiva nel settore beauty da 35 anni, ha utilizzato un approccio differente. Tramite attività a performance, l’azienda ha potuto alimentare la crescita del suo e-commerce proponendo un’esperienza di shopping unica e completa. Tuttavia, per incentivare ulteriormente gli acquisti online e preservare il business dalla chiusura dei negozi, Pinalli ha dovuto riformulare anche la propria presenza online cercando nuovi modi non solo per entrare in contatto con i propri utenti. Quarantena Beauty Tips e We Inspire You sono i due format social utilizzati dall’azienda per interagire con i propri follower e creare una relazione di fiducia reciproca. I risultati ottenuti sono tangibili: + 13,2K follower nel periodo in cui si sono svolte le attività e + 196% di entrate rispetto allo stesso periodo nell’anno precedente.  

Tanti sono gli esempi che si possono utilizzare per mostrare come i brand hanno saputo reagire alle conseguenze della pandemia. I casi di MediaWorld e Pinalli, tuttavia, sono rilevanti perché mostrano come la fiducia concessa dalle rispettive aziende nelle strategie proposte dal gruppo della House of Communication abbia portato a risultati tangibili.  

A prescindere dalla forma, la chiave di questi successi è stata dettata, soprattutto, dalla capacità di MediaWorld e Pinalli di comprendere le esigenze e i bisogni dei propri consumatori utilizzando i mezzi di comunicazione più adeguati per parlare con propri follower e clienti. Come dice Marianna Ghirlanda, Responsabile del Centro Studi Una, infatti, “‘’È proprio in momenti come questi che i brand devono dimostrare maggiore vicinanza agli utenti e la comunicazione rimane una leva fondamentale per mantenere vivo il rapporto tra marchio o prodotto e consumatore".